it's on again, off again, on again.
Finzione, l'arte dei nobili.
( giovedì, 15 maggio 2008; 18:09 )

Una dura e verissima realtà (forse l'unica che tratterò in questo intervento) che l'uomo si ostina a rifiutare:
E' tutto una stramaledettissima FINZIONE. Tutto.

Perchè da un po' di tempo a me va tutto a merda. O meglio, FINGO che vada tutto nella norma.
Ma, gente, la mia norma è uno schifo totale :D
Susu, Giulia, svegliati un po'! Esci dalla tua perenne catalessi, e prova a vivere! xD
ahahah. No, non c'è niente da ridere.

Giulia finge di dormire.
Giulia finge di non mangiare.
Giulia finge che non le importi di ciò che pensano gli altri.
Giulia finge di non badare al suo aspetto esteriore.
Giulia finge di avere un carattere che non ha.
Giulia finge che le interessi lo studio.
Giulia finge di non provare veri e propri sentimenti.
Giulia finge di non rientrare nel sistema che la circonda e che la soffoca.
Giulia finge di avere degli amici.
Giulia finge che le importi seriamente del suo cane.
Giulia finge di fare del "buonismo gratuito".
Giulia finge di essere una persona migliore.

Giulia se la ride. No, non più.

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Punto.
( mercoledì, 07 maggio 2008; 14:06 )

« La caresse et la mitraille
Et cette plaie qui nous tiraille
Le palais des autres jours
D'hier et demain
Le vent les portera »

           Le vent nous porterà ~ Noir Desir



Io lo vorrei. Lo vorrei un punto di riferimento nella mia vita.
Non si tratta di egoismo. Non penso.
E' chiedere troppo?
Qualcosa a cui aggrapparmi nella confusione che mi ritrovo in testa?
Forse sì. Ma cazzo, ne ho davvero bisgono. E me ne rendo conto ogni giorno di più.
Tutto è ingiusto. Liquirizia. La vita è ingiusta. Liquirizia. Il sistema è merda.
Voglio qualcuno da poter imitare.
Voglio qualcuno che pensi per me.
Voglio qualcuno capace di starmi davvero accanto.
Voglio qualcono che mi capisca al volo.
E' chiedere troppo?

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Le vent nous porterà ..
( martedì, 06 maggio 2008; 18:41 )

Voi lo vedete. Voi lo sentite. Voi lo respirate.
Ma voi non potete raggiungerlo, nonostante vi impegnate con tutte le vostre forze.
Voi ce l'avrete. Ce l'avrete di sicuro. Ognuno ce l'ha. E lo conserva.
 Lo conserva nella sua memoria di adolescente furioso con il mondo e con sè stesso, lo conserva nell'organo vitale che vi pulsa nel petto. Sì, quell'organo.
Io ce l'ho. Io ce l'ho un posto. Un posto un po'.. così. Un po' così, non so nemmeno io bene come definirlo.
E' un posto come tutti gli altri, se ci si pensa. Ma ognuno, nel suo subconscio, sa che in fondo non è così. Sa che quel posto particolare non è affatto come tutti gli altri.
E io ce l'ho un posto. Ho sempre detestato e amato questa città, la mia città, Bari. Non so perchè; non di proposito, s'intende. E delle volte mi chiedo anche se si possa odiare per sbaglio, chissà.. Beh, io la odio. La odio e basta. Ed è stato difficile trovarlo, il posto. Il mio posto, mio e di nessun altro. Ma alla fine ce l'ho fatta. Sì, mi sono impegnata, io l'ho cercato e lui mi ha trovata. Non è nulla di speciale, in effetti. E' piccolo e costantemente ricoperto da un visibile strato di polvere. E' disordinato e fuori dalla portata di chiunque. Ma forse sono proprio questi piccoli dettagli che lo rendono il posto adatto a me. Il posto in cui amo contemplare il vuoto, riflettere, camminare. E' una libreria. Minuscola, soffocata da palazzi abbastanza moderni. E' una libreria. Ed è proprio alle spalle del mio palazzo, di fronte a quello schifosissimo albergo per borghesotti. Il "Palace Hotel", mai udito nome più orribile in vita mia. Mi capita spesso di imbattermi, in quella libreria.
Non posso farci niente, esercita su di me un'attrazione fuori dalla norma.

E' bellissima.

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La Bambola
( martedì, 06 maggio 2008; 16:31 )

« Questo e' un mondo fragile. »

C'era una volta una ragazza.
Una ragazza molto, molto fragile.
Una ragazza molto, molto insicura.
Era così delicata, da sembrare una bambola di porcellana dipinda a mano.
Ogni minimo dettaglio della sua persona sembrava essere stato dipinto dalla mano armoniosa di un pittore talentuoso.
Già. Era davvero troppo simile ad una bambola di porcellana.
Respirava, ma respirava male, a fatica.
Camminava, ma inciampava spesso, troppo spesso.
E ogni volta che cadeva, distesa al suolo, rischiava di frantumarsi sotto il peso della sua massa corporea. Frantumarsi. Sfracellarsi.
E i medici? I medici. Quegli uomini alti, vecchi, pallosi.
Quelle macchine da guerra che nascondono le loro emozioni sotto un lungo camice bianco.
I medici, non sapevano cosa dirle.
Un bel giorno, la nostra bambola, si lasciò cadere sul suo soffice letto e non si rialzò più.
Rimase così. Distesa, a pancia all'aria, con le braccia conserte, contando i secondi, i respiri.
I secondi erano respiri. I respiri erano secondi.
Inspira, Espira.
Espira, Inspira.
Inspira, Espira.

E, se puoi, cerca di non annegare.
Provaci, almeno, mia cara, adorata, Bambola.

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Giulia
Santa's got a bullet in his gun You know it, Santa's got a bullet in his gun
Conosciuta anche con il nome di Giuggi, Giù, Juliet, Julyas, Giuly ed infiniti altri. 15enne, finalmente. Studentessa ad un liceo classico qualsiasi di una città qualsiasi. Proprio una Tipa. Una un po' così, come le gira. Nulla di più.

Amo
In primis, la musica. Di qualsiasi tipo essa sia. Il mio cane Lucky. Osservare gli altri sorridere. Sorridere. Chi si tinge i capelli. Gli hippie. Chi non ha paura di nascondere sè stesso. L'inglese. Vienna. Graficare, quando mi capita. Leggere, quando mi capita. Scarabocchiare tutti i personaggi dell'antica Grecia sul banco. Avere dei compagni di banco maschi [non ponetevi troppe domande, a vostro rischio e pericolo xD]. Le opere d'arte di Lucia. I pigiami troppo larghi. Lo straparlare di Alessandro. Tutti i bracciali-cagate, come li definisce mia madre. E molto altro =)

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